ZANA MASOMBUKA AD INNESTI CONTEMPORANEI

In occasione di ArtVerona, dal 9 all'11 ottobre 2026, ha avuto luogo la mostra Innesti Contemporanei, dove Zana Masombuka ha esposto due opere.


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Dal 9 all’11 ottobre 2026 ha avuto luogo Innesti Contemporanei, una mostra collettiva a cura di Luca Panaro presentata dalla Fondazione Nadia Zenato ETS in occasione di ArtVerona. Sono state esposte opere degli artisti: Rebecca Moccia, Zana Masombuka e Annalaura Tamburrini e la mostra si è svolta all’interno della Biblioteca Capitolare di Verona, la biblioteca più antica al mondo ancora in attività.


La Biblioteca Capitolare di Verona conta oltre 1200 manoscritti antichi e migliaia di testi a stampa di edizioni rare e pregiate. Venne elogiata come la «regina delle collezioni ecclesiastiche» già dal paleografo Elias Avery Lowe (1879-1969), oggi è la più antica biblioteca ancora in attività. Questa sede ha reso possibile un confronto tra diversi aspetti tra loro apparentemente in contrasto, tra i quali: antico e contemporaneo, tradizioni provenienti da diverse parti del mondo, la memoria custodita in questo luogo e la ricerca di giovani artisti. Le opere inserite in questo contesto non portano alla sopraffazione dell’antico da parte del contemporaneo, bensì la compresenza di aspetti tra loro eterogenei permette una nuova prospettiva di lettura dei vari capolavori storici e artistici esposti.


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Gli artisti che sono stati esposti propongono diversi linguaggi artistici: sono presenti gli arazzi ricavati da fotografie termiche di Rebecca Moccia, i ritratti performativi di Zana Masombuka e le cianotipie blu di Annalaura Tamburrini. Nella Sala dei tesori, tra libri liturgici e un libro corale trecentesco miniato, sono state esposte due opere di Zana Masombuka (Siyabuswa, 1995). Le opere dell’artista contengono elementi e simbologie della tradizione Ndebele, così da partecipare ad un processo di riappropriazione della narrazione riguardo la popolazione africana.
Zana Masombuka è la vincitrice della scorsa edizione del Premio Fondazione Nadia Zenato e i suoi scatti nascono da un processo performativo dove è al contempo regista e soggetto. I suoi lavori sono caratterizzati da colori accesi e la presenza di lavorazioni tradizionali in perline che spesso coprono il viso e il corpo dell’artista. Queste opere sono state presentate al fianco di manoscritti e dipinti provenienti da un’epoca e da un territorio molto lontani e, tramite il contrasto che si è andato a formare, invitano lo spettatore a indagare come le tecniche artistiche umane si siano evolute nel tempo e promuovono il confronto tra valori e costumi di culture tra loro molto differenti.