Tutto può succedere. Tutto è possibile e probabile.
Tempo e spazio non esistono. Su un fragile telaio di realtà,
l’immaginazione tesse nuovi schemi.
August Strindberg
(n.d.a.: citazione in chiusura di "Fanny e Alexander"
di Ingmar Bergman, uno dei miei film preferiti)
In questa visione sospesa tra realtà e immaginazione si inserisce il lavoro di Simone Tribuiani, che del tempo sembra conservare solo l’impronta, la traccia volatile di un gesto. I suoi lavori riportano alla luce l’istante sportivo non come celebrazione della vittoria, ma come memoria di un’emozione già svanita.
I suoi soggetti - atleti, spettatori, immagini di riprese aeree in cui gli atleti svaniscono totalmente - vivono in un tempo dilatato e malinconico, come fotogrammi trovati in un sogno. Tribuiani non racconta lo sport come competizione, ma come condizione umana: tempi morti e giornate composte dal ripetersi di attimi e dettagli apparentemente insignificanti, raffigurati attraverso lo sguardo infantile di un bambino che osserva la madre mentre prepara la colazione.
Lo sport fruito da spettatore ha la capacità di funzionare come segnalibro del tempo: attorno ai fotogrammi ritratti da Tribuiani c’è la vita di chi li ha osservati, i lavori diventano quasi un complemento
di tutto quello che stava accadendo nella vita dello spettatore in quell’istante: affetti perduti, sensazioni tattili di divani, tavoli, tappeti, colori desaturati e un tepore di cui non si ricordava la dolcezza.
Una sorta di poetica dell’effimero, una ricerca della bellezza nel momento in cui si dissolve. La sua pittura diventa così un atto di resistenza contro l’oblio, un modo per tessere - su quel fragile telaio evocato da Strindeberg - una memoria nuova, dove il tempo non scorre ma si ripiega su se stesso, trattenendo per un istante ciò che è destinato a sparire.
-Tommaso Buldini
Nota su "Let it Snow"
Dall’arrivo a Trento di Simone Tribuiani con Tommaso Buldini, è scaturita un’immediata volontà di collaborazione tra l’artista e le gallerie Studio d’Arte Raffaelli e Cellar Contemporary. Dopo il primo incontro, sfociato in una serie di opere presentate di volta in volta nelle fiere di Bologna, Verona, Padova, Roma e perfino Cape Town, sono nati progetti editoriali - come la "Gazzetta del Tribu" - ed espositivi - come la mostra online "Legends on Wood". A fine 2025, in occasione delle Olimpiadi invernali Milano - Cortina 2026, Simone Tribuiani presenta con Cellar Contemporary un’inedita serie di opere dedicate agli sport invernali, caratterizzati da paesaggi innevati e dal peculiare senso del tempo che, come evocato nel testo di Buldini, da sempre caratterizza il suo lavoro.